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VENDITA DIRETTA DI ALIMENTI PRODOTTI IN PROPRIO DA AGRICOLTORI

Tipo di procedimentoProcedimento Automatizzato [art.5 DPR 160/2010]

Ambito di applicazioneGli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel registro delle imprese, possono vendere direttamente al dettaglio, in tutto il territorio della Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità.

L’attività può essere svolta:
- nel luogo di produzione utilizzando una struttura di vendita all’interno dell’immobile facente parte dell’azienda agricola;
- in una struttura di vendita (negozio o spazio all’interno di un negozio) diversa dal luogo di produzione.

DefinizioniPRODUTTORI AGRICOLI: proprietari di terreni da essi direttamente condotti o coltivati, mezzadri, fittavoli, coloni, enfiteuti e loro cooperative o consorzi, che esercitino l’attività di coltivazione del fondo, la selvicoltura, l’allevamento di animali e le attività connesse. Possono essere addetti all’attività di vendita l’imprenditore agricolo e i suoi familiari nonché i lavoratori dipendenti.

PRODOTTI AGRICOLI: oltre ai prodotti provenienti direttamente dall’attività agricola, possono essere posti in vendita anche prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell'impresa. Inoltre possono essere posti in vendita anche prodotti agricoli non provenienti dalla propria azienda, purché tale attività non sia prevalente e siano rispettati i limiti di ricavo stabiliti dal Decreto Legislativo 18 maggio 2001 n. 228.

RequisitiNon possono esercitare l'attività di vendita diretta gli imprenditori agricoli, singoli o soci di società di persone e le persone giuridiche i cui amministratori abbiano riportato, nell'espletamento delle funzioni connesse alla carica ricoperta nella società, condanne con sentenza passata in giudicato, per delitti in materia di igiene e sanità o di frode nella preparazione degli alimenti nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività. Il divieto ha efficacia per un periodo di cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna.

ProceduraPROCEDIMENTO AUTOMATIZZATO – Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA)
Presentazione della SCIA allo Sportello unico per le attività produttive comunale (SUAP) o, nel caso in cui la SCIA sia contestuale alla Comunicazione unica, presentazione direttamente presso il Registro Imprese della Camera di Commercio (CCIAA).
A seguito del rilascio della ricevuta telematica da parte dello SUAP o della CCIAA, si può avviare immediatamente l’attività o l’intervento di modifica.
Copia della ricevuta deve essere mantenuta presso l’esercizio di vendita.

Modulistica e AllegatiLa Regione Lombardia con la D.D.G. 18 marzo 2011 n.2481 (pubblicata sul BURL S.O. n.12 del 22 marzo 2011) ha approvato i nuovi schemi di dichiarazione e relativi allegati in attuazione della L.R. 2 febbraio 2007 n.1, art.5 e della disciplina SCIA di cui al D.L. 31 maggio 2010.
- Modello A – Segnalazione Certificata di inizio/modifica attività produttiva (S.C.I.A.);
- Modello B - Segnalazione Certificata di Subingresso / Cessazione / Sospensione e Ripresa / Cambiamento ragione sociale di Attività Produttiva;
Procura speciale (artt. 1387 e seguenti del Codice civile) per la presentazione telematica della SCIA

La SCIA dovrà essere corredata da una serie di allegati, diversi a seconda della tipologia di attività e di intervento:
a) copia del documento di identità di tutti i soggetti che sottoscrivono la procura;
b) planimetria dei locali in scala non inferiore a 1:100 (indicare per ogni locale la destinazione d’uso, la superfici, l’altezza e le operazioni che vi si svolgono);
c) copia atto di cessione o dichiarazione notarile in caso di subingresso e variazioni societarie.

NoteQualora l'ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti non provenienti dalle rispettive aziende nell'anno solare precedente sia superiore a 160.000 euro per gli imprenditori individuali ovvero a 4 milioni di euro per le società, si applicano le disposizioni previste per il commercio al dettaglio su aree private.

Riferimenti di LeggeDecreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228
Allegati
img_20S.C.I.A. Modello ASegnalazione Certificata Inizio/Modifica Attività
img_21S.C.I.A. Modello BSegnalazione Certificata di Subingresso / Cessazione / Sospensione e Ripresa / Cambiamento ragione sociale di Attività Produttiva
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